sabato 23 maggio 2009

XXII Fiera Internazionale del Libro - Torino Lingotto Fiere - 14-18 maggio 2009



XXII Fiera Internazionale del Libro - Torino Lingotto Fiere 14-18 maggio 2009

I libri si dividono in due categorie: i libri per adesso e i libri per sempre.

John Ruskin

Forse non tutti sanno o ricordano che la Fiera Internazionale del libro di Torino è diventata Fiera e Internazionale dal 2002. Quando nasce nel 1988, da un’idea di due torinesi, il libraio Angelo Pezzana e l’imprenditore Guido Accornero, si tiene a Torino Esposizioni e si chiama Salone del Libro; oltre al nome anche il logo negli anni è cambiato, all’inizio era quello disegnato da Armando Testa: un libro con una porta al centro, una sorta di invito alla lettura, alla conoscenza del libro; poi si è passati nel 1999 al logo, tuttora simbolo della Fiera, con le sette barrette colorate, questo cambiamento è coinciso con l’acquisizione da parte delle istituzioni pubbliche del vecchio Salone ripartendo con un nuovo marchio; il cui valore è stato stimato, nell’ambito dell’incontro: Il valore del marchio della Fiera del Libro. Forza e potenzialità tenutosi sabato 16 maggio, essere di 2 milioni di euro.

Il tema conduttore della prima edizione è stato Brevi istruzioni per una bussola; quest’anno invece è stato: Io, gli altri - occasioni per uscire dal guscio; scelta derivata dalla massima di Italo Calvino: «La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso».

Gli organizzatori della fiera hanno motivato tale scelta: «L’Io come motivo conduttore nasce dalla constatazione di quanto oggi l’Io sia malato. Esibizionista, egoista, autoreferenziale, indifferente al destino e alle necessità degli altri, ha perso il senso della comunità ed è incapace di elaborare progetti condivisibili, di riconoscersi in una causa di utilità comune. Un Io che non sa guardarsi dentro, e invece di affrontare una coraggiosa autoanalisi preferisce creare un alter ego virtuale da far circolare in rete, offrendo di sé un’immagine edulcorata che non corrisponde al vero: non il ritratto di quello che si è, ma di quello che si vorrebbe essere. Un inganno romanzesco, una proiezione immaginaria.».

L’edizione di quest’anno dal 14 al 18 maggio è l’ultima Fiera del Libro vera e propria, perché dal 2010 riprenderà il vecchio nome di Salone, quindi un tuffo nel passato e un nuovo inizio.

Il paese ospite quest’anno è stato l’Egitto con 51 incontri e 45 scrittori; una scelta intenzionalmente fatta coincidere con molti eventi culturali dedicati alla storia e alla cultura di questo stato, tra cui: la mostra archeologica dei Tesori Sommersi aperta da febbraio 2009 alla Reggia di Venaria Reale e la mostra a Palazzo Bricherasio dedicata al faraone del sole Akhenaton; per l’occasione il Museo Egizio è rimasto aperto fino a tardi con ingresso ridotto grazie al biglietto della Fiera e al Museo del Cinema è stata allestita una retrospettiva del regista Youssef Chahine.

Gli appuntamenti della Fiera sono stati suddivisi in varie categorie:

· Sale Convegni - i grandi ospiti della Fiera, le lezioni magistrali, gli incontri del tema Io, gli altri, momenti di spettacolo e dibattiti sui grandi nodi dell’attualità.

· Egitto, paese ospite - gli scrittori, l’archeologia, i tesori di un Paese leggendario che non smette di affascinare.

· Spazi incontri - presentazioni e incontri con l’autore, libri antichi e nuovissimi, piccoli editori da scoprire adesso.

· Bookstock Village - lo spazio per i giovani lettori di tutte le età. Gli incontri de La Strada, i laboratori, le mostre, la libreria internazionale per ragazzi, la nursery, le fotografie di 99 Click.

· Lingua Madre - l’area world della Fiera dove si incrocian le storie e le lingue di tutto il mondo. Un meticciato di idiomi, suoni, identità culturali e intense esperienze di vita.

· Professionali e Business - incontri per chi i libri li fa e ci lavora: autori, editori, bibliotecari, librai, agenti, traduttori, insegnanti…Tutto quello che ruota intorno al lettore.

· Spazio Rai - volti, voci e trasmissioni culto della Tv e della radio con dirette, interviste e dibattiti dalla Fiera

· Fuori Fiera - la Fiera esce dal Lingotto, incontri con gli scrittori nei quartieri di Torino e alla Casa di Reclusione di Saluzzo, tutte le proposte del Museo Egizio e del Museo Nazionale del Cinema per i visitatori della Fiera.

La Fiera è oggi la manifestazione più importante in Italia dedicata all’editoria, alla lettura e alla cultura e si pone anche fra le prime in Europa, parlando di numero complessivo di visite: già al terzo giorno della Fiera, sabato 16, si era registrato il 20% in più di visitatori rispetto all’anno precedente, un dato in controtendenza rispetto alla diffusa crisi delle manifestazioni e anche alle voci che prospettavano la trasformazione della Fiera in biennale per riuscire a sopravvivere.

Il bilancio definitivo alla chiusura è senz’altro positivo, i visitatori sono stati 307.650, una cifra che supera le edizioni precedenti, segnando un incremento del 5% rispetto all’edizione 2008, che si era chiusa con 293.140 visitatori, mentre il numero di espositori ammonta a 1.400, confortanti anche i numeri legati alle vendite, infatti secondo l’AIE (Associazione Italiana Editori) c’è stato un aumento del 35% rispetto all’anno scorso.

Per quanto riguarda il confronto con le altre fiere europee del libro, la Fiera di Torino si colloca in una posizione intermedia rispetto alle principali manifestazioni: supera Parigi nell’affluenza dei visitatori (293.140 presenze nel 2008, rispetto ai 165.000 della manifestazione francese), eguaglia Francoforte (299.112) e si avvicina ai 330.000 di Londra, mentre per le presenze degli espositori non raggiunge ancora i numeri di Francoforte (7.373 presenze), sebbene con i suoi 1.400 espositori si situi in una situazione intermedia tra Parigi e Londra.

Durante la visita alla fiera abbiamo seguito varie presentazioni tra cui, nella Sala Blu sabato 16 maggio l’incontro Il giornalismo in libreria Nuove tendenze e nuovi protagonisti del mercato con Antonio Caprarica come ospite, che verteva sulla “nuova” categoria del giornalista-scrittore, in realtà non così recente visto che tale genere di professione è databile fin dall’epoca di Swift. Quello che bisogna sottolineare è che oggi, in un periodo di boom editoriali per libri come Gomorra, La Casta e altri titoli di denuncia, la ragione di questo successo sta nel fatto che la gente sta semplicemente reclamando la militanza civile propria della professione del giornalista e tale caratteristica specifica del libro-inchiesta, che oggi riscuote un notevole successo tra il pubblico, traspare già da una particolare veste grafica. Il giornalista Stefano Salis parlando delle caratteristiche formali di queste edizioni, si sofferma appunto sull’impaginazione grafica della copertina evidenziando come l’enfasi venga posta sul titolo a caratteri cubitali, mentre il nome dello scrittore viene relegato in un angolino in caratteri microscopici, questo a dimostrazione di quanta importanza abbia il tema dell’indagine per il pubblico di lettori. Salis poi sottolinea la presenza del sommario giusto sotto il titolo, che riassumendo i temi principali dell’inchiesta giornalistica, avvicina quindi questo tipo di edizioni alla struttura del paratesto dei giornali.

A seguire uno dei quattro affollatissimi appuntamenti con Marco Travaglio, Verità e menzogna: categorie irrinunciabili o moraliste sul tema della bioetica quanto mai attuale, che ha visto anche la partecipazione di Beppino Englaro, durante il quale è stata esposta la sua triste vicenda personale.

Sempre nella giornata di sabato si è tenuto l’appuntamento Io, noi. Raccontare la famiglia. Rosetta Loy incontra Daria Bignardi. Un incontro scandito sulle note di Lessico famigliare di Natalia Ginzburg, archetipo del romanzo autobiografico. Bignardi e Loy hanno dialogato sul tema dei rapporti familiari in particolar modo evidenziando i reciproci rapporti conflittuali e non con i rispettivi genitori a tinte delicate ma in modo sincero.

Domenica 17 invece l’incontro Polvere negli occhi. Dalla contestazione giovanile alla strage di Bologna, tenutosi in occasione della pubblicazione dell’ultimo romanzo di Carmelo Pecora, Polvere negli occhi, per i tipi di Editrice Zona. Pecora oggi è ispettore capo della Polizia di Stato e dirige la Scientifica di Forlì, è stato testimone oculare ad appena diciannove anni del ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani il 9 maggio ’78, questa data, appena la si nomina, fa subito pensare al leader di Democrazia Cristiana, ma purtroppo, ancora in pochi ricordano e si ricordano della morte di Peppino Impastato, ucciso lo stesso giorno su mandato del boss di Cosa Nostra Gaetano Badalamenti. Peppino Impastato era un personaggio "scomodo" perché durante le sue trasmissioni radiofoniche a Radio Aut denunciava quotidianamente i crimini e gli affari dei delinquenti di Mafiopoli, il paese di Cinisi e le attività di Tano Seduto, il soprannome dato a Badalamenti.

Quel 9 maggio, a Roma le Brigate Rosse uccidono Aldo Moro, lo stesso giorno in Sicilia la mafia uccide Peppino Impastato, questi due omicidi hanno portato Pecora a scrivere il suo primo libro 9 Maggio ’78 Il giorno che assassinarono Aldo Moro e Peppino Impastato il racconto di quelle ventiquattr’ore vissute da un poliziotto diciannovenne siciliano.

Il destino volle che Pecora per la seconda volta diventasse testimone di un’altra tragedia della storia italiana: la strage alla stazione di Bologna, per puro caso, quel 2 agosto 1980, Pecora si trovava a 200 metri dalla stazione, permettendogli così di vivere in diretta quei tragici momenti e di riportarli nel suo nuovo romanzo Polvere negli occhi.

Un po’ di curiosità: il libro più venduto è stato Io sono Dio (1.600 copie vendute in poche ore) di Giorgio Faletti, al secondo posto Mario Calabresi con La fortuna non esiste, che ha venduto 850 copie, sostenuto dalla presentazione di Sergio Marchionne battendo di poco il bestseller Angeli e demoni di Dan Brown.

Il libro più piccolo in vendita: la Sacra Bibbia edito da I Libri più Piccoli del Mondo, che misura 0,8 x 1 x 0,5 centimetri per 1 grammo di peso; al contrario il libro più pesante è l’Eneide dell’Ars Edizioni: 56 kg.

La pubblicazione più economica è dei palermitani di 18:30 Edizioni con i testi della collana Tags, racconti di autori emergenti, venduti a 2 €. Tra i titoli più costosi, la riproduzione in fac-simile del Breviario Grimani della Salerno Editrice: al prezzo di 22.000 €, a seguire la Bibbia di San Paolo di Editalia - Gruppo Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato in vendita a 18.000 € e Il pontificale di Bonifacio IX dell’Istituto della Enciclopedia Italiana - Treccani che ha un valore di 15.000 €.

Come già detto, per la XXIII edizione la Fiera tornerà a chiamarsi Salone, appuntamento quindi col Salone Internazionale del Libro a maggio 2010.

Eris per sInapsJ comunicazione