Secondo appuntamento al Teatro Camploy, ospiti: i Soundtrack For Your Acoustic Summer e Stefano Edda Rampoldi.
Soundtrack For Your Acoustic Summer è un progetto e non un vero e proprio gruppo che nasce nel 2005; a parlare è Michele, polistrumentista dei SFYAS, secondo cui fare musica è una passione che non ti abbandona mai, per la quale devi anche sacrificare un po' del tuo privato se vuoi veramente costruire qualcosa, con pazienza e con voglia di fare. Sia lui che gli altri componenti: Mac (dall'Australia), Francesco, Abu, Stefano e Fabio, hanno altre occupazioni, chi il lavoro chi lo studio. Michele, ha all'attivo altri progetti tra cui quello dei Canadians, col quale ha raggiunto il successo vincendo l'edizione 2006 dell'Heineken Jammin’ Festival Contest, e con cui nel 2007 si è esibito al MI AMI Festival 2007 di Milano. Secondo Michele ogni band ha bisogno di un manager, perché per fare di più devi avere qualcuno che ti spinga a far di più. Lui che preferisce essere definito compositore più che musicista, vorrebbe potersi occupare solo del lato creativo di questo mestiere, ma spesso accade (ed è quasi la norma oggi) che l'artista in realtà svolga tutti i ruoli: musicista, etichetta, agenzia e manager. Per farsi conoscere, oltre alla demo, è necessario autopromuoversi anche tramite Internet con Facebook e soprattutto MySpace. In Italia afferma che si è indietro musicalmente parlando, ma non tanto a livello di gruppi, quanto per l'organizzazione che gira intorno alla musica. Secondo Mac anche in Australia è difficile promuovere la propria musica, e proprio in Italia ha avuto la possibilità di conoscere dei ragazzi per fare qualcosa di diverso. Un po' tutti i componenti concordano sul fatto che se la logica del mercato discografico è quella del profitto, si possono comunque avere molte soddisfazioni suonando per passione con gli amici.
Soundtrack For Your Acoustic Summer è un progetto e non un vero e proprio gruppo che nasce nel 2005; a parlare è Michele, polistrumentista dei SFYAS, secondo cui fare musica è una passione che non ti abbandona mai, per la quale devi anche sacrificare un po' del tuo privato se vuoi veramente costruire qualcosa, con pazienza e con voglia di fare. Sia lui che gli altri componenti: Mac (dall'Australia), Francesco, Abu, Stefano e Fabio, hanno altre occupazioni, chi il lavoro chi lo studio. Michele, ha all'attivo altri progetti tra cui quello dei Canadians, col quale ha raggiunto il successo vincendo l'edizione 2006 dell'Heineken Jammin’ Festival Contest, e con cui nel 2007 si è esibito al MI AMI Festival 2007 di Milano. Secondo Michele ogni band ha bisogno di un manager, perché per fare di più devi avere qualcuno che ti spinga a far di più. Lui che preferisce essere definito compositore più che musicista, vorrebbe potersi occupare solo del lato creativo di questo mestiere, ma spesso accade (ed è quasi la norma oggi) che l'artista in realtà svolga tutti i ruoli: musicista, etichetta, agenzia e manager. Per farsi conoscere, oltre alla demo, è necessario autopromuoversi anche tramite Internet con Facebook e soprattutto MySpace. In Italia afferma che si è indietro musicalmente parlando, ma non tanto a livello di gruppi, quanto per l'organizzazione che gira intorno alla musica. Secondo Mac anche in Australia è difficile promuovere la propria musica, e proprio in Italia ha avuto la possibilità di conoscere dei ragazzi per fare qualcosa di diverso. Un po' tutti i componenti concordano sul fatto che se la logica del mercato discografico è quella del profitto, si possono comunque avere molte soddisfazioni suonando per passione con gli amici.
Edda (arrivato direttamente dal lavoro, fa l'operaio ponteggista) è stato la voce dei Ritmo Tribale, una delle rock band italiane più importanti degli anni '90, con cui ha inciso 5 album e un ep. Nel '96 Edda abbandona la band per poi riprendere dopo 13 anni di silenzio, come solista nel 2008. Nel 2009 ha registrato il suo primo album Semper Biot (sempre nudo) e Daria Bignardi l'ha ospitato all'Era Glaciale, nella puntata andata in onda su Rai2 nell'ottobre 2009:
Abbiamo adottato lo schema sperimentato nell’ultima puntata: un’intervista all’inizio, una alla fine, in mezzo un confronto fra due personaggi che apparentemente non c’entrano niente l’uno con l’altro ma che, se vengono fatti dialogare e reagire a vicenda, rivelano risvolti interessanti. Si comincia con Andrea De Carlo e Stefano “Edda” Rampoldi dei Ritmo tribale, figura di culto della Milano anni Ottanta che ha passato un periodo in comunità e ora fa l’operaio ponteggista, uno venerato da gente come Mauro Pagani o Vinicio Capossela ma che fa di tutto per non essere famoso. Ci ha incuriosito il fatto che, di un romanzo di De Carlo, avrebbe benissimo potuto essere un personaggio.
Rispetto agli anni '90 per Edda non è cambiato molto, neanche a livello emotivo, dice di sentirsi sempre in imbarazzo sul palco, solo che prima si proponeva in modo diverso, e anche ora che ha quasi 50 anni, l'ambiente musicale è più o meno lo stesso.
Irene D'Agati

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